venerdì 6 febbraio 2015

Marche cosmetiche a confronto: Cosnova e Kiko


Durante la mia ricerca sulle marche Cruelty Free, ovviamente la mia mente si è voluta impuntare sulle varie catene a basso costo facilmente trovabili sul mercato. Infatti, abitando in Sardegna, è fisicamente impossibile poter provare cosmetici cruelty free senza perdere metà del proprio portafoglio.
Ho perciò deciso di indagare su due marche in particolare, la Cosnova (casa madre della Essence e della Catrice) e la Kiko.
Ovviamente ero partita in quarta con molte speranze sulla Cosnova e zero sulla Kiko, ma stranamente le mie aspettative sono state stravolte.

Cosnova



Per anni ho comprato i prodotti Essence convintissima fossero Cruelty Free. Anni. Poi, quando mi sono decisa ad indagare fino in fondo, ho scoperto brutte cose. Complice un'amica super informata, mi sono voluta informare di persona circa la politica dell'azienda a riguardo dei test sugli animali. Pertanto ho contattato l'azienda tramite mail, e la risposta è giunta rapida e dolorosa:




Per quanto partisse bene la mail, purtroppo una frase ha rovinato le mie aspettative: 

According to chemical law new raw materials need to be safety evaluated for creating so-called “toxicological profile”. It must be established how dangerous a pure substance is in order to guarantee the safety for human health. Therefore manufacturers of raw materials are legally obligated to test some raw materials on animals.


Insomma, alcune materie prime vanno legalmente testate sugli animali. Eppure..Come mai la Neve Cosmetics o la Benecos non testano? Il dubbio amletico mi perseguita.
Però, ciò che è certo, è che la Cosnova non vedrà mai i miei soldini, non importa quanti prodotti apparentemente adorabili possa realizzare. 

Kiko



Denigrata nel mio primo post di presentazione, la Kiko mi ha sempre affascinata e perplessa insieme. Finché un giorno, mi sono decisa a contattare l'azienda via mail chiedendo spiegazioni. Sul sito infatti appare scritto:



Molto intrigante, insomma.
Via mail ho chiesto precisazioni, ma non ho ricevuto risposta. Non contenta ho quindi contattato via messaggio privato l'azienda sulla pagina Facebook, e questo è stato il risultato:



-Niente test con prodotti finiti
- Niente test di materie prime, nessuna
- Niente commissioni di test a terze parti
- Esclusione dal catalogo dei prodotti composti da materie prime precedentemente testate.

Beh.
Considerando che tutto ciò è cosa buona e giusta, e che a livello legale potrebbero essere perseguiti penalmente in caso di divulgazione di false informazioni, direi che la Kiko si è rivelata una bella sorpresa. Sul sito riferiscono anche che non hanno le certificazioni di altre marche più blasonate perché il costo è troppo elevato. 
Insomma, per me la Kiko è promossa. Certo, seguirò attentamente le vicende dell'azienda e a più riprese metterò sotto torchio il loro servizio clienti in caso di minimi cambiamenti, ma per ora, Kiko è Ok. Okik. Ok, basta.