domenica 28 dicembre 2014

Recensione Forbidden Siren: Blood Curse per PS3


Lo so, ho fatto una cosa terribile. Pur avendo l'originale Forbidden Siren per PlayStation 2, mi sono prima giocata l'orrib.. Ehm, il "remake" per la console successiva. Forbidden Siren: Blood Curse è stato fra le mie manine in seguito agli sconsiderati saldi sul Play Store a tema horror, e così ho pensato... Perché non giocarlo? Tanto quello per PS2 non scappa mica, è lì sullo scaffale. Anzi, per curiosità .. Beh sì, non ho resistito e l'ho cominciato appena finito questo. 
Ma passiamo alla recensione di Blood Curse.




Trama e Personaggi

Dunque, se posso essere sincera, la trama è un gran casino. Solo a fine gioco sono riuscita a mettere i tasselli dell'enigma a posto, e con molta, molta fatica. Ci sono un antropologo, un cameraman, una bambina e una giornalista. E' l'inizio di una barzelletta? Magari.
Questo gruppetto di persone (tutti tranne il cameraman formano una famiglia non molto unita) si trovano ad assistere  nel giapponesissimo villaggio di Hanuda ad un sacrificio umano. Spaventati, cercano una via di fuga ma incontrano svariate persone caratterizzate da copiose perdite ematiche dagli occhi e istinti omicidi, chiamate Shibito. Contemporaneamente, un ragazzino idiota viene sparato dritto sul cuore, ma continua imperterrito a vagare nello stesso paesino a fare non si sa bene cosa. 
Tutto chiaro no? E ora scopriamo le carte.

Melissa Gale è un'avvenente giornalista spappolasusine, affetta da sindrome da mamma iperprotettiva. Alla scoperta che il suo ex marito viaggia verso una regione remota orientale in compagnia della figlia, si fionda con loro per vivere una magica avventura.
Melissa svilupperà nel gioco un'intolleranza alimentare che la renderà leggermente sovrappeso, ma nulla di grave.

Melissa durante un trip 

Sam Monroe è il polpo del gioco. Padre occhialuto e antropologo di dubbia fama, trascina la figlia ottenne in un viaggio rischiosissimo solo per causare frustrazione alla moglie. Sarà estremamente inutile durante tutta la durata del gioco.

Sam aggredisce un passante

Bella Monroe è la bimba dei sopracitati Sammy e Melly, intraprendente bambina dalle treccine bionde. Viene ignorata ad inizio gioco e si perde nei campi, provocando un infarto multiplo alla madre iperprotettiva. Durante le missioni con Bella, vi sarà impossibile colpire i nemici, pertanto dovrete avanzare a passo di lumaca e prepararvi a lanciare il joystick alla minima puzzetta della bambina, che vi attirerà orde e orde di brutte persone addosso costringendovi a iniziare dal principio la missione.

Bella mentre pondera se scappare o scappare

Sol Jackson, cameraman di colore e primo a morire come nelle migliori tradizioni horror cinematografiche. Vi ho spoilerato qualcosa? No, ve ne accorgerete tipo al settimo secondo di gioco. Durante l'avventura scoprirete che Sol è perdutamente innamorato di Melissa e sogna un futuro per lui, lei e la bionda bambina.

Sol nella sua versione più SOLare

Il meglio per ultimo, come si suol dire. Howard Wright è un ragazzino che studia in Giappone, e non-si-sa-bene-perché si trova in prossimità del villaggio di Hanuda. Il ragazzo, saggiamente interromperà il sacrificio rituale a cui contemporaneamente assiste la graziosa famigliola più cameraman, ma viene sparato subito dopo da un poliziotto non molto in salute. Durante il gioco incontra svariati personaggi di dubbia integrità mentale, quali Amana e Miyako. Viene inoltre massacrato in diversi modi suscitando il completo disinteresse del giocatore.

Howard durante un'allegra passeggiata

Amana. Beh, che dire? Una suora chiaramente disturbata e con una crisi religiosa non indifferente. Aiuterà Howard per poi dargli fuoco, così, per simpatia.

Amana colpita da torcicollo

Miyako è una delle ragazze sacrificabili durante la cerimonia a cui assiste il 90% dei personaggi del gioco. Con la sua frangettona e il superpotere di farsi accoppare ogni tre per due, Miyako si litiga con Bella il primo posto nella classifica di 'PSPP', ossia Personaggio Secondario Palla al Piede. 

Miyako e le fototessere. Brrr.

E finalmente arriviamo a lui, il migliore, l'unico sano di mente. Ma con un nome di discutibile bellezza. Signore e Signori.. Seigo Saiga! Vi lascio immaginare le prese in giro subite dal povero Sego... Ehm, Seigo da bambino. 
Ma bando alle ciance. Seigo è un fighissimo dottore giapponese, unico abitante non shibizzato del villaggio turistico di Hanuda. Imbracciando il suo fucile come un vero cowboy giapponese, Seigo toglierà la vita a diversi Shibito e non solo..

Seigo il Figo

Giocabilità

Partiamo dai pregi: dove si è mai visto un videogioco horror con una bambina come personaggio giocabile? Credo da nessuna parte. Però, ed è un però grosso come un pero, la faccenda ha i suoi svantaggi. Al tredicesimo tentativo di finire la missione nell'ospedale (ossia passare indisturbati nonostante i diecimila shibito sparsi nell'edificio), le meccaniche di gioco vi risulteranno simpatiche quante una spina nell'occhio. Insomma, è normale che una bambina non possa far nulla contro dei mostri, ma almeno forniscimela di qualche caratteristica particolare rispetto agli altri personaggi!


A proposito di caratteristiche particolari, mi stavo quasi dimenticando del Sight-Jacking. I nostri eroi sono capaci di vedere con il potere della mente, i dintorni nei quali si trovano, agganciandosi alle menti dei nemici o degli amici. Un'arma utile nel primo ed originale Forbidden Siren, inutile qui. 



Già, perché se nel primo la furtività, lo spegnere la torcia e le posizioni tattiche da tartaruga ninja avevano un loro senso, in questa sorta di remake sono quasi inutili. L'azione è predominante: se ci si trova uno Shibito di spalle lo si ammazza di fucilate/frustate/padellate. In caso non riusciate ad ucciderlo, preparatevi a scene vietate ai minori.



Opinioni Opinabili

Insomma, complessivamente il gioco non è male, ma non è neppure eccezionale. La grafica rende visivamente bene ogni singola scena, coinvolgendo moltissimo ma non completamente. Il sonoro per contro è eccezionalissimo, solo la 'sirena' iniziale mette i brividi.
In quanto giocabilità però è davvero troppo macchinoso.. Nonostante le premesse interessanti ( il sight-jacking, la furtività, la possibilità di spegnere la torcia) la tensione scompare completamente nel momento in cui ci si accorge che picchiare è più semplice che scappare o furtivizzare strategicamente (a meno che non vi ritroviate con Bella, in quel caso diventa quasi snervante dover studiare le mosse passo per passo). La trama presenta colpi di scena davvero spettacolari, e si sarebbe meritata un cinque pieno, se non fosse per il finale. MAI, mai visto un finale più orribile, mai. In gloriosi e onorati anni da videogiocatrice non ho mai incontrato un finale più brutto.
Per cui il mio giudizio finale è... Provatelo solo se non avete di meglio da giocare. Decisamente.