domenica 21 dicembre 2014

Recensione "Estranei" di Taichi Yamada

Continuando sulla scia di libri assolutamente da rileggere, (Oddio, è passato un bel po' di tempo dall'ultima recensione di libri, mi vergogno di me stessa!) stavolta mi sono abbandonata ad una intrigante e inquietante ghost story firmata Taichi Yamada, uno dei più acclamati scrittori giapponesi degli ultimi tempi.



Prima di addentrarci nella trama, però, vorrei spendere due parole sulla modalità di acquisto di questo libro.

Mi trovavo ad uno degli Auchan della mia città per fare spese, pensando ai fatti miei, quando a momenti non mi schianto su uno di quei macchinari per pesare e prezzare frutta e verdura, sistemato in mezzo alla corsia dei libri. Stavo per acchiappare un dipendente del negozio per cantargliene quattro, quando mi accorgo con sorpresa che il macchinario non era piazzato lì per caso. Era infatti in atto un'operazione commerciale chiamata 'Vendita libri a peso', ossia: un certo numero di libri erano acquistabili al prezzo del loro peso.
Non mi sono fatta sfuggire l'occasione e ho infilato nel carrello una marea di libri che da tempo avevo adocchiato ma, essendo molto sottili (per i miei standard da lettrice fuori controllo) mi facevano desistere dall'acquistarli.
Uno fra questi, era appunto 'Estranei'.



La trama di questo libro è... complicata.
Hideo Harada è un uomo che si avvia verso i cinquant'anni, divorziato e con un figlio che non vede quasi mai.
Dopo il divorzio si trasferisce in un appartamento situato in un edificio composto quasi esclusivamente da uffici, e le prime notte fatica ad abituarsi al silenzio perenne. L'incontro che cambierà la sua vita avverrà di notte, quando una sua vicina si presenterà alla sua porta, durante la notte, evidentemente sbronza e in cerca di compagnia. La donna gli confesserà di sentirsi molto sola e di odiare la solitudine, e cercherà di convincerlo a passare un po' di tempo in sua compagnia e di mezza bottiglia di champagne.
Hideo, infastidito dall'intrusione, declina l'invito e prosegue la sua noiosa vita da sceneggiatore di sceneggiati tv, pensando di tanto in tanto a quella strana donna e ai suoi discorsi un po' tristi.
Il giorno del suo compleanno Hideo decide di tornare nel quartiere dove viveva con i suoi genitori, prima di restare orfano a 12 anni.
I luoghi intorno a sé gli risvegliano molti ricordi dell'infanzia, e quando d'impulso entra in un teatro per assistere ad uno spettacolo comico, rimane gelato alla vista di un uomo perfettamente identico a suo padre poco prima di morire..
L'uomo lo invita a casa sua, e Hideo rimarrà ancora più sconvolto scoprendo che l'uomo è sposato con una donna che apparentemente è identica a sua madre, defunta. Il resto, non ve lo posso raccontare a meno di non rivelarvi 3/4 di trama!

Devo ammetterlo, pur ricordando il finale ho letteralmente divorato questo libro, non riuscivo a smettere di leggerlo.
La trama viene esposta in maniera scorrevole, e i personaggi risultano al tempo stesso distanti e coinvolgenti. Lo consiglierei a .. beh, praticamente tutti! Pur essendo un genere non proprio comune, risulta davvero gradevole da leggere, un po' intricato, certo, ma davvero bello!